
Khanu
Sono nato in una tribù di Vanara, non conoscevamo neanche benissimo il “comune” ma avevamo un parvenza di gerarchia.
Fin da piccolo, ogni tanto, venivo tormentato da alcuni incubi e la guaritrice della tribù mi aiutò molto a calmarmi quelle notti in cui non riuscivo a dormire bene.
Qualche tempo dopo mi misi a sperimentare vari rimedi da solo, per passare le notti più serene.
Il mio “giocare” con le erbe e gli unguenti mi ha portato a destreggiarmi con le doti mediche e terapeutiche.
Ad oggi vado in giro sempre con sigarette “condite” a forma estetica similari ai sigari.
Nel frattempo la mia tribù, che stava crescendo, è stata attaccata e decimanta da (inserire qui popolo più adatto).
Per ciò ci siamo ritirati in una zona più lontana dai loro territori e siamo finiti a ricostruire un piccolo villaggio in una foresta nei pressi di una serie di caverne.
Qui ci siamo imbattuti in un altra comunità, erano decide e decine di pipistrelli molto aggressivi e dalle varie dimensioni.
Purtroppo o per fortuna, ma questo lo scoprii solo successivamente, non avevamo le forse per muoverci ancora e cercammo la convivenza.
La cosa non fu per nulla facile, e il capotribù mi chiese aiuto.
Dedito alla causa, decisi di impormi sulla comunità di pipistrelli, ma senza l’ausilio della forza.
Stetti parecchi mesi in mezzo a quella comunità.
All’inizio presi tanti di quei morsi che rischiai la morte almeno un paio di volte.
Per fortuna, aiutato da una grande forza di volontà e di droghe da me scoperte, superai il dolore e scampai alla morte, ma senza mai contrattaccare.
Alla fine dopo diversi mesi il più grosso dei pipistrelli si ammalò e un pipistrello più giovane, quello che poi scoprii fosse suo figlio, venne da me a chiedere aiuto dato che mi aveva visto “sfuggire alla morte”.
A mia volta con l’aiuto di alcuni dei miei fratelli, mi feci pervenire delle erbe particolari e salvai il capo di quella comunità.
Da allora le cose sono andate molto meglio e tra i due popoli è nata un alleanza reciproca.
L’alleanza portò però a nuovi dibattiti e scontri.
Da prima che arrivassimo noi, il gruppo di pipistrelli era in lite con degli uomini serpenti li vicino per la cacciagione.
Fu quindi necessaria una dose di diplomazia non indifferente per convincere tutti a trovare una collaborazione.
Il mio ruolo divenne quindi quello di un ambasciatore del popolo dei Vanara, alla ricerca di un modo per rendere quel luogo, un posto che tutti potessero definire casa e con i conflitti al minimo possibile.
Successivamente ci fu da discutere con un branco di Orsi Mannari reduci da una lotta contro alcuni umani, ma anche li, le risorse della foresta erano abbondanti e trovare uno spazio per tutti era solo una questione di tempo e fiducia.
In tutto questo tempo comunque spuntarono fuori anche le mie doti magiche e di trasmutazione, presi fondamentalmente in prestito dai vari popoli qualche tratto distintivo utile ai miei scopi.
Ma questa è solo la prima parte della mia vita.
Gli incubi non passarono mai del tutto, visioni di Tiranni che venivano richiamati alla conquista del mondo, persone che non conoscevo con bende sugli occhi e gambe di legno scontente di un capotribù dalla mano d’ossa e liquami strani neri e bianchi ed esplosioni si edifici indescrivibili, continuavano a tormentarmi.
Il nostro Capotribù mi disse che erano probabilmente le visioni delle mie vite passate e che se mi tormentavano probabilmente c’era un motivo.
L’unico filo conduttore era questa entità, la chiamavo fratello e sento tutt’ora di sentire di poterla nominare come “Maestro”, ma non capisco in che modo la cosa possa essermi di aiuto.
Fatto sta che il capotribù accolse la mia richiesta di viaggiare nel mondo alla ricerca…”di mio fratello?” anche se tutt’ora non sono convinto della sua esistenza.
Acconsentì a patto che oltre a trovare una “cura” per i miei incubi continuassi la mia vocazione come ambasciatore del popolo Vanara, e della neo formatasi “Città del Legno” per farci conoscere ed attirare tutti quei popoli che necessitano di un luogo da chiamare casa.
Prima di partire mi affidò anche l’antico Bastone Nyoi, tramandato da generazione nella nostra tribù.
È un bastone famoso per chi ha le orecchie per ascoltare certe leggende e mi è servito come lasciapassare in alcune tribù simili alle nostre.
Comunque il viaggio è stato molto duro e mi ha portato via diversi anni, sono tornato a casa qualche volta e il popolo della “Città del Legno” per il momento prospera.
In città conosco tutti ma ancora non mi è possibile, o forse meglio dire non ho intenzione, di legarmi a nessuno in modo peculiare, penserò ad una famiglia solo quando la città sarà effettivamente un posto sicuro.
Lore dentro la Lore, METAGAMING:
Il “Dottore” e il “Maestro sono due entità che qualcuno potrebbe definire divine ma che in realtà sono più simili a spiriti e folletti ma fondamentalmente immortali.
Benedetti o forse più probabilmente maledetti, da quella che è realmente una divinità per loro, a rinascere all’infinito in varie linee temporali solo per divertire un dio probabilmente sadico e annoiato.
Il “problema” è che se ne stanno per rendere effettivamente conto…
p.s. cmq parliamo di un probabile neutrale buono che non difende tutti a prescindere, uccide animali sia per allenamento che per mangiare, (per allenamento però devi affrontare qualcuno che sia “della tua taglia”) e da fuoco ad una foresta se c’è una motivazione estremamente valida (tipo che contenga corruzione in quantità non controllabile, comunque la morte fa parte della vita e come tale successivamente si preoccuperà di far ricrescere la vita)…crede alla reincarnazione ovviamente e anche alla legge del più forte (sbagliando nel confondere “più forte” con “più saggio”), non farà del male senza scopo e se portato a farlo non trarrà piacere nel farlo.
Ma se gli si chiede una mano la darà volentieri e si preoccuperà di difendere qualcuno che ne abbia bisogno e non per forza sotto compenso, anche se sarebbe meglio anche un compenso.
l’ubicazione della città poi non sarà una cosa da raccontare a chiunque ma a chi ne è veramente bisognoso e meritevole.
Divinità: Obad-Hai